• sesaccia

Breve storia triste di un polpo fuor d'acqua

Mica facile la vita dell’onnisciente. Mentre scrivo, il mondo (o almeno quella parte di mondo che è interessato alle sorti calcistiche mondiali) sa solo che la finale dei Mondiali 2010 verrà giocata da Olanda e Spagna, ma non chi si porterà a casa la Coppa del Mondo. Quando leggerete questo pezzo saprete già chi ha vinto, vi sarete entusiasmati o arrabbiati per il risultato e starete già pensando ai fatti vostri: al fantacalcio, al calcio mercato, a chi vincerà lo Scudetto ect (sempre calcisticamente pensando). Il sapere, in questo caso, è solo una questione di tempo (guarda caso il tema del mese). C’è però chi sa già ciò che io ora ignoro. Questo qualcuno è il Polpo Paul. Chi? Ecco qui la sua storia: il “Polpo Paul” è un mollusco cefalopode (insomma una piovra) che vive in un acquario in Germania, ad Oberhausen per la precisione. Dall’inizio dei Mondiali pare che questo tentacoluto tifoso abbia azzeccato tutti i risultati delle partite. Compresa – con grande rammarico dei suoi concittadini – la sconfitta della squadra teutonica ai quarti di finale. I tedeschi, da sempre poco inclini a riderci (e ridersi) su, non hanno gradito, tenendoci a precisare che Paul vive sì in Germania ma è di origine inglese. Insomma, un traditore alla corte di Loew. O meglio, un polpo fuor d’acqua.

Ora, mettetevi nei panni di Paul: sapete tutto ciò che succederà e, in balia di un così grande potere, dovete decidere se dire l’amara verità ai vostri adoranti fan – e passare in men che non si dica da eroe nazionale a nemico pubblico numero uno, oppure mentire, regalando così loro qualche ora di serenità, ma rischiando di ricadere nel baratro dell’anonimato. Che, nella sua situazione, vuol dire finire assieme ad un po’ di patate e a qualche cucchiaiata d’olio in una gustosa insalata di mare. Insomma, una situazione tragica. Il polpo ha deciso di perseguire l’onestà intellettuale. Ma questo, a dirla tutta, è il suo secondo tentativo: agli ultimi Europei infatti il Polpo Paul pronosticò la vittoria della Germania sulla squadra iberica. Ovvio che lui sapesse che la sua squadra fosse destinata alla sconfitta (il Polpo Paul SA, non c’è da metterlo in dubbio), ma preferì finire nel dimenticatoio piuttosto che dare un dolore al popolo che lo aveva pescato ed accolto calorosamente. Mi piace così pensare che il povero Paul, pur se in possesso di poteri pressoché divini, abbia le stesse debolezze di un uomo. Lo vedo così a rigirarsi i tentacoli in questi ultimi due anni pensando a come le sue doti fossero sprecate, chiuse dentro un acquariuccio anonimo, senza poter essere utile a nessuno. Immaginate la frustrazione che si può provare in una situazione del genere… Vedremo se stavolta aver detto la verità lo ripagherà o meno.

Oltre alle sorti dei Mondiali, sono in attesa di sapere che fine farà il povero Paul, tirando un sospiro di sollievo per non essere nata io con un sapere così sconfinato – e ingestibile – nelle mie mani. Troppa responsabilità per un polpo sol